E Amazon risponde anche alle domande sulla fede

L'iniziativa della Chiesa d'Inghilterra

 

 
 
 
Una voce amica che risponde a domande sulla religione e dice dov’è la chiesa più vicina. Alexa, l’assistente vocale e domestico di Amazon, in grado di installare l'allarme di casa, darti la lista della spesa e fornire le previsioni del tempo, è stata attrezzata anche con una serie di informazioni preparate dalla Chiesa di Inghilterra. E per chi è abituato a dialogare con il computer o il cellulare, magari al centro del salotto, sarà utile poter chiedere chi è Dio, che cos’è la Bibbia, che cosa significa farsi battezzare e fare la Comunione.

È possibile vedere la nuova via “digitale” con le domande alle quali è in grado di rispondere sul sito della Chiesa d’Inghilterra. La maggior parte dei 28 quesiti, molti di natura metafisica, programmati dentro Alexa dalla Chiesa anglicana, sono stati pensati per gli atei e i non credenti che rappresentano ormai oltre la metà dei 60 milioni di adulti britannici. Un agnostico, per esempio, potrebbe farsi raccontare da Alexa, mentre è comodamente seduto in casa, come si prega e in che cosa consiste il cristianesimo.

La novità fa parte di una nuova offensiva digitale avviata dalla Chiesa di Stato inglese con l’obiettivo di «mettere le persone in rapporto con Dio», ha spiegato ai giornalisti Adrian Harris che è stato scelto per occuparsi di questo settore. Fino al 2016 ad occuparsi di tecnologia era soltanto un dipendente part-time, con un budget di circa 11.500 euro all’anno, mentre negli ultimi anni gli investimenti sono aumentati.
 
Soltanto nel 2017 oltre 57mila euro sono stati investiti in una campagna di promozione della fede lanciata per Natale. I risultati non si sono fatti attendere. Alcune preghiere pubblicate sulla pagina di Facebook hanno attirato oltre un milione di lettori e la Chiesa ha triplicato i suoi seguaci su Instagram e quadruplicato quelli su Facebook.

Anche se Alexa tenterà di raggiungere atei e agnostici. L’intento dell’offensiva digitale anglicana non è di aumentare i clic sui social network o di diventare una Chiesa virtuale esistente soltanto online, ma di riportare alle funzioni della domenica i fedeli. Soltanto un decimo di coloro che si dichiarano cristiani nel Regno Unito, infatti, va alle celebrazioni ogni settimana nelle 12.600 parrocchie. Purtroppo la strada è ancora tutta in salita. Con 78mila seguaci su Facebook, la Chiesa d’Inghilterra arranca ancora dietro la squadra di calcio di Scunthorpe, nella terza serie inglese.
 
 
Silvia Guzzetti
 
(articolo tratto da www.avvenire.it)

 



 

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