Ricompensare il lavoro, non la ricchezza

L’82% della ricchezza all’1% della popolazione

 

  
 
 
 
 
 
Nel corso dell’ultimo anno il numero dei miliardari è aumentato come mai prima: uno in più ogni due giorni. Attualmente vi sono nel mondo 2.043 miliardari (valore in dollari), e nove su dieci sono uomini. La loro ricchezza ha registrato un incremento enorme che, a titolo comparativo, rappresenta 7 volte l’ammontare delle risorse necessario per far uscire dallo stato di povertà estrema 789 milioni di persone.
 
Di tutta la ricchezza globale creata nell’ultimo anno, l’82% è andato all’1% della popolazione mentre il 50% meno abbiente non ha beneficiato di alcun aumento. Salari dignitosi e condizioni di lavoro decenti per tutti i lavoratori sono premesse fondamentali per porre fine all’attuale crisi della disuguaglianza. In tutto il mondo, l’odierna “economia dell'1%” grava sulle spalle di lavoratori mal pagati, spesso donne, che ricevono salari di sussistenza e sono privati dei diritti fondamentali.
 
Grava sulle spalle di lavoratori come Fatima, in Bangladesh, che cuce abbigliamento per l’esportazione, subisce regolarmente abusi se non riesce a raggiungere gli obiettivi e si sente male perché non può andare alla toilette. Grava sulle spalle dei lavoratori degli allevamenti di pollame statunitensi, come Dolores, affetti da disabilità permanenti e non più in grado di prendere per mano i propri bambini.
 
Grava sulle spalle dei lavoratori immigrati addetti alle pulizie negli hotel, come Myint in Tailandia, molestata sessualmente dagli ospiti e costretta a sopportare per non perdere il lavoro. Questo rapporto analizza la crescita della ricchezza estrema e la condizione di coloro che vivono in povertà pur lavorando; indaga i perché di questi fenomeni e fornisce raccomandazioni utili ad eliminarli.

Al giorno d’oggi è difficile trovare un leader politico o un dirigente d’impresa che non dica di essere preoccupato a causa della disuguaglianza. Ma ciò che conta non sono le parole, bensì i fatti, e proprio i fatti sono il punto debole della maggioranza dei nostri leader. Nella pratica alcuni promuovono attivamente politiche che possono accentuare la disuguaglianza.
 
Il presidente Trump è stato eletto con la promessa di aiutare i comuni lavoratori ma ha nominato un governo di miliardari e si dà molto da fare per far approvare enormi tagli fiscali a tutto vantaggio dell’1% più ricco. Il presidente nigeriano Buhari ha dichiarato di ritenere che la disuguaglianza sia causa di rabbia e frustrazione crescenti, ma in Nigeria si sospetta che vengano sottratti alle casse pubbliche miliardi di dollari di proventi del petrolio, la disuguaglianza continua a crescere e 10 milioni di bambini non vanno a scuola.
 
Oxfam e Development Finance International hanno stilato una classifica dettagliata di politiche che 152 governi dovrebbero intraprendere per far fronte alla disuguaglianza: la maggior parte di essi è vergognosamente carente nel mettere in atto azioni necessarie per colmare i divario economico e sociale.
 
  
(articolo tratto da www.oxafamitalia.org)
  



 

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