Queste poche righe servono semplicemente per far gustare la bellezza, la ricchezza e la profondità della lettera Dio educa il suo popolo che il card. Carlo Maria Martini scrisse per l’anno pastorale 1987-1988 della sua diocesi di Milano. Dopo le prime cinque lettere pastorali che toccavano le esperienze fondamentali di una vita di fede (preghiera, contemplazione, Parola di Dio, Eucarestia, evangelizzazione, umanizzazione), Martini iniziò un nuovo ciclo di indicazioni per la diocesi sul tema dell’educare, cercando di concretizzare, in uno stile ecclesiale ben preciso, le indicazioni di fondo.
 
Con il suo inconfondibile stile di cercatore della verità, non propose un trattato di pedagogia, ma indagò anzitutto nella Scrittura il cammino educativo predisposto da Dio per il suo popolo e ne fece una mirabile sintesi. L’invito è a ripercorrere i punti che riportiamo dalla Lettera Pastorale, recuperando il testo e lasciandosi trasportare dall’itinerario biblico proposto da Martini.
 
Ci domandiamo, dunque, quali siano le coordinate fondamentali del cammino educativo che Dio fa percorrere al suo popolo e a ciascuno dei suoi figli. Tali coordinate sono illuminanti anche per il nostro compito educativo. Sinteticamente, si tratta di un processo educativo:

1. personale e insieme comunitario;
2. graduale e progressivo;
3. con momenti di rottura e salti di qualità;
4. conflittuale;
5. energico;
6. progettuale e liberante;
7. inserito nella storia;
8. realizzato con l'aiuto di molteplici collaboratori;
9. compiuto in maniera esemplare nella vita di Gesù;
10. iscritto nei cuori mediante l'azione dello Spirito Santo nell'“uomo interiore”;
11. espresso nel cammino di fede di Maria “Redemptoris Mater”.
 
La Lettera prosegue non scavalcando il problema educativo del nostro tempo, ma rilanciando su alcune questioni che minano alla base il percorso di un educatore, dando consigli saggi e incoraggiando a mettersi nella scia di grandi educatori che non si sono lasciati intimorire dagli insuccessi, ma hanno mantenuto alta la loro passione per l’uomo.
 
Abbiamo, infatti, ascoltato la parola della Scrittura e contemplato Dio educatore nella storia della salvezza. Dobbiamo ora volgere lo sguardo alla nostra situazione: non per un'analisi esaustiva, né al fine di enunciare principi pedagogici scientifici, ma semplicemente per trarne qualche motivo e linea di impegno, che incoraggi e stimoli gli educatori a offrire con fiducia la loro collaborazione a Dio, educatore del suo popolo. Possiamo procedere esprimendo alcune tesi, che ci aiuteranno a raccogliere e a collegare le idee:

l. educare è difficile;
2. educare è possibile;
3. educare è prendere coscienza della complessità;
4. educare è cosa del cuore;
5. educare è bello.
 
Penso che sia quanto basta come aperitivo per invitare a leggere la Lettera pastorale, ma soprattutto per gustare come la saggezza di Martini abbia saputo tradurre in indicazioni concrete anzitutto quello che è il desiderio di Dio per ogni uomo, ovvero la vita piena, che poi diventa anche il desiderio di ogni educatore.
Si potrebbe anche allargare lo sguardo e leggere la successiva lettera pastorale, Itinerari educativi, in cui la sapienza pedagogica di Martini si addentra ancora di più nella realtà e nelle potenzialità educative, ma questo è il secondo passo. Buona lettura!
 

 
Ottavio Pirovano
cooperativa Aquila e Priscilla
 
 
 

 

 
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