Dipinto su tavola
Firenze, Galleria dell'Accademia 
 
 
Agnolo Gaddi, figlio del celebre Taddeo che nel 1327 affrescò le Storie della Vergine nella cappella Baroncelli in Santa Croce (Firenze), denuncia nelle sue opere l’incertezza dell’ambiente artistico fiorentino della sua epoca: da una parte legato culturalmente agli schemi giotteschi, dall’altra già pervaso dalla nuova cultura tardogotica. Eseguì, con aiuti, importanti cicli di affreschi come la decorazione della Cappella della cintola nella Collegiata di Prato (1392-1395).
 
Per la chiesa dei Servi all’Annunziata dipinse negli ultimi anni di vita la Sacra Conversazione: Maria allattante fra i santi. È questo un tema che riprende quello tradizionale della Madonna in trono con Bambino, ed è caratterizzato dall’inserimento nel quadro compositivo di altri personaggi, quali santi, angeli e talvolta donatori. Il motivo iconografico e lo schema compositivo - di questa tavola - rivelano, unitamente al vigoroso modellato delle figure, la discendenza da prototipi giotteschi; il ritmo narrativo, invece, si fa fiabesco e descrittivo, con predilezione per i colori iridescenti e dettagli levigati. Ai piedi dell’austero Giovanni Battista giace l’agnus Dei, mentre presso Antonio abate, dall’argentea barba, è accovacciato il porcellino.
 
Margherita d’Alessandria, martire, è riconoscibile dalla ruota dentata; Maria Maddalena regge tra le mani il vasetto degli aromi con cui andò al sepolcro di Cristo il mattino di Pasqua. «Questa Madonna in trono cerca di ricalcare Giotto, ma vi riesce solo esteriormente, e il palese riferimento all’impianto della Madonna di Ognissanti è portato qui su un piano puramente decorativo, quasi più arcaico del modello a cui si ispira: la profusione dell’oro e la varietà del colore corrispondono infatti ad uno spirito già gotico, alla ricerca di un clima lussuoso e raffinato.
 
Le figure allungate e dotate di una profonda astrazione si stagliano irreali contro il fondo oro, in un isolamento smisurato e carico di malinconia, nonostante il tacito dialogare degli sguardi. Anche il colore, ricchissimo, ha una funzione eminentemente decorativa, così come le stoffe ornate e decorate, i fiori luminosi e impreziositi»1. Il gesto dell’allattamento è trasfigurato in una sacralità umanizzata. La figura di Maria, che allatta Gesù, e quindi la stessa Chiesa, diventa simbolo dell’era messianica, quando l’umanità sarà chiamata a dissetarsi con acqua vino e latte fino a trasfigurare l’esistenza in bellezza e amore.
 
 
ISSR Monte Berico
 
 
 
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