Frammento di affresco
Siena, Basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi
 
 
Questo frammento di affresco, raffigurante la Madonna Incoronata da due angeli in attesa del parto, si trova, entrando in Basilica, sulla sinistra della porta di ingresso vicino ad altri lacerti di affreschi, che probabilmente un tempo ricoprivano interamente tutta la controffaciata, per lo meno nella porzione che apparteneva alla vecchia chiesa del XIII sec., quando difficilmente si lasciavano intonaci non dipinti.
 
«Il culmine del Medioevo era stato il trionfo massimo della percezione di santa Maria come vertice della Chiesa, nel riconoscimento della sua assunzione regale. Ella era diventata la Domina, la Domina nostra (in volgare: Notre Dame, Nostra Signora, Madonna). A lei dal secolo XI-XII erano state dedicate molte nuove cattedrali, sulla facciata delle quali (e al loro interno, specialmente nelle grandi vetrate a colori) campeggiava la sua immagine gloriosa: regina anche del romanico e, poi, del gotico. Con il Trecento si passa, rapidamente, al recupero integrale della sua “femminilità feriale”.
 
Dal punto di vista artistico è la definitiva rottura con le proposte paleocristiane e bizantine. L’occidente - anche se rischiosamente - si affranca dal passato e tenta nuove vie di approccio al Mistero. La pietà mariana si sdoppia, quasi, su due registri: quello biblico, patristico, liturgico (che non viene, ovviamente, ripudiato, ma resta sempre più sullo sfondo); e quello apocrifo (secondo gli antichi testi, che avevano già influenzato la pietà bizantina; e secondo i nuovi testi degli exempla). Il passaggio è verso il recupero della vita di Maria come donna, nel suo contesto familiare, già peraltro indagato in autori monastici, come Aelredo di Rievaulx (†1167) ed altri».

Il mondo quotidiano dei devoti, con le sue luci e le sue ombre, si riflette su quello di santa Maria, lo coinvolge e lo connota, secondo moduli ignoti all’antichità cristiana e all’alto Medioevo (orientale e occidentale). Così, all’iconografia solenne e di culto, di fronte a cui si svolgono le liturgie canoniche, si contrappone - come espressione più popolare - una nuova scenografia, dal tono familiare.
 
Nell’affresco di Siena limitato ma significativo, posto sulla parete d’ingresso interna alla chiesa l’anonimo artista, formatosi probabilmente sulle correnti giottesche lombarde, mostra un’acuta attenzione alla fisionomia della Vergine, spiritualmente animata dal ritmo lento e severo della compilazione, dai toni spenti del colore lievitante in un chiaroscuro argenteo, fino a raggiungere una poesia affettuosa e piena di religioso rispetto per l’umile vergine incoronata, felix coeli porta.
 
Singolare è la resa del grande orecchio libero dal velo e teso all’ascolto, ed il rosso libro ancora chiuso come scrigno gravido del Verbo che in lei si fa carne, i capelli ricci sulla fronte, come di sposa pronta per lo sposo. I due moduli iconografici della Madonna dell’attesa e della Regina Incoronata da due angeli sono qui resi con lirismo indimenticabile, con devozione liturgica.
 
 
ISSR Monte Berico
 
 
Salva Segnala Stampa Esci Home