Opera su tavola, 85x52 cm
Siena, Basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi
 
 
Il dipinto con tutta probabilità, costituiva lo scomparto centrale di un polittico, forse da identificare con quello cui si riferisce una delibera del Consiglio della Campana del 16 ottobre 1319, per il compimento del quale venne stanziata l’ingente somma di cento lire. Molte guide locali indicano come autore della Madonna dei Servi un «Maestro Bonaventura» e ne documentano il percorso stilistico, che da una partenza strettamente duccesca si evolve verso soluzioni ormai partecipi del gusto gotico sotto l’influsso di Simone Martini e di Ugolino di Nerio.
 
Il «Maestro Bonaventura», di cui si fa menzione nella delibera, va individuato con Segna di Bonaventura il quale è all’origine della diffusione del modo di fare pittura nato nella bottega di Duccio di Buoninsegna, di cui probabilmente era nipote. Egli fu comunque uno dei migliori pittori della generazione di scuola senese che seguì Duccio e seppe cogliere le ulteriori innovazioni che nel linguaggio pittorico del trecento senese stava portando Simone Martini.
 
L’interpretazione di Segna sottolinea gli aspetti lirici e decorativi dell’opera di Duccio, ricercando allungamenti stilizzati e accentuando caratteri di melanconia nei volti dei suoi personaggi. Anch’egli deriva dai moduli del classicismo bizantino, ma, come si vede sul manto della Vergine, qui c’è un serpeggiare gotico del panneggio e un’altra ricerca di atmosfera. La gamma cromatica si fa più varia e cantante mentre le stesure e gli appoggi restano condotti con procedimento di sfumato ed una delicatezza ed una preziosità di tocco esemplarissime. Segna persegue un atteggiamento più morbidamente umano dei caratteri, pur con un nuovo accento di pacata e severa monumentalità.
 
In questa Madonna col Bambino la maniera duccesca è innovata soprattutto nella posizione del bambino, che si muove nello spazio con una rotazione di respiro martiniano. La superficie del dipinto, che l’intervento di restauro del 2000 ha liberato dallo sporco e dalle ridipinture, appare abrasa in vari punti, particolarmente in basso a destra, dove la mano della Vergine e la gamba del Bambino, hanno perso qualsiasi forma, a causa di un incendio. In seguito a quest’evento, la tavola è stata ampiamente resecata nella parte inferiore e sui lati.
 
L’appiattamento che si riscontra negli incarnati è dovuto alla perdita delle velature originali; ciò fa risaltare in modo evidente il colore rosato delle guance della Madre e la fronte di Gesù. Meglio conservato è il manto della Vergine di un azzurro intenso e corposo su cui spiccano le ageminature, anche se i risvolti, originariamente color malachite, appaiono quasi completamente anneriti. Ben conservato è anche il velo di Maria di un bel rosa rinvigorito dagli effetti di chiaroscuro provocati dalla zona d’ombra tra la guancia sinistra e il collo.
 
 
ISSR Monte Berico

 

 
Salva Segnala Stampa Esci Home