Opera su tavola, 218x118 cm
Bologna, Santa Maria dei Servi
 
 
Molto vicina al tipo iconografico delle tavole di Coppo di Marcovaldo, la Madonna in maestà di Bologna, eseguita al tempo del priore generale fra Lotaringo da Firenze (1285-1300 ca.), riflette intensa espressività, grande dolcezza e una nuova monumentalità. Cimabue vi introduce una novità compositiva: egli presenta l’immagine leggermente d’angolo, cosicché, nonostante lo sfondo d’oro, essa gode di profondità prospettica. Il Bambino, di squisita fattura, dona vita e movimento all’intero gruppo.
 
L’occhio a mandorla, le sopracciglia alte, il naso aquilino della Vergine che appare di tre quarti, e nel Bambino i ciuffetti ribelli che escono dalla massa di capelli, sono caratteristiche di Cimabue, riscontrabili anche nella sua ben nota Maestà di Santa Trinità (1280-1285) conservata agli Uffizi; nonostante questo l’attribuzione della tavola al maestro fiorentino non è condivisa da una parte della critica.
 
«Dietro al trono, due angeli con ali dai bellissimi colori sfumati e con atteggiamenti simmetrici, insieme sorreggono e presentano all’orante la Madre di Dio, trono della misericordia. La posizione del corpo di Maria, l’atteggiamento del Bambino, il peso evidente di lui che fa sollevare il ginocchio alla madre perché egli possa salire ad accarezzarle il volto, sono elementi di un rapporto decisamente umano e ricco di dolcezza, proiettato verso future interpretazioni del rapporto affettivo tra madre e figlio».
 
«Il Bambino, non benedicente, è in piedi, voltato verso la madre, aggrappato al manto lumeggiato d’oro ed ella con gesto delicato gli tiene un piedino tra le mani. Il cuscino rosso su cui siede Maria ne indica la dignità e alleggerisce la struttura dell’icona. La profonda concentrazione del suo sguardo, l’evidenza quasi scultorea delle grandi pieghe trasversali e verticali della veste, a sottolineare il moto bilanciato delle ginocchia, il gesto delicato di Maria sono invenzioni geniali di un grande artista». Nei secoli passati era questa l’immagine maggiormente venerata della chiesa e, in suo onore, sorse una pia società i cui membri, in determinati giorni, si recavano alla chiesa dei Servi per onorare la Vergine.
 
 
ISSR Monte Berico

 

 
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