Asia Bibi è stata assolta. Oggi 31 ottobre 2018 alle 9,20 del mattino (le 5,20 in Italia), la Corte Suprema del Pakistan ha dichiarato innocente la donna cristiana arrestata nel 2009 e condannata a morte nel 2010 per presunta blasfemia, ordinandone il rilascio immediato. "È una grande notizia per il Pakistan e per il resto del mondo. Asia Bibi ha ottenuto giustizia”, ha dichiarato l'avvocato di Asia Bibi, il musulmano Saiful Malook.
 
"Siamo felicissimi. Il Signore ha ascoltato le preghiere di Asia di tutti coloro che le sono stati vicini. Oggi è un giorno bellissimo, che ricorderemo per tutta la vita. La giustizia ha trionfato e una innocente è finalmente libera", ha commentato a Vatican Insider Joseph Nadeem, l’uomo che in tutti questi anni ha garantito, grazie alla Renaissance Education Foundation che guida a Lahore, istruzione e ospitalità alla famiglia di Asia Bibi.
 
"La Corte ha provato che Asia Bibi è innocente e l'ha liberata. Era stata condannata a morte a causa di false accuse di blasfemia. Il suo rilascio è una vittoria della giustizia e dello stato di diritto - ha commentato padre James Channan, domenicano e responsabile del “Peace Center” a Lahore in Pakistan commenta all'Agenzia Fides -. Oggi possiamo dire con soddisfazione che la giustizia prevale in Pakistan. I giudici della Corte Suprema del Pakistan si sono mostrati totalmente liberi di esprimere i loro giudizi e non subiscono alcun tipo di pressione da parte di gruppi fondamentalisti e radicali islamici".
 
"Molti cristiani e non cristiani in tutto il mondo hanno pregato per la liberazione di Asia, mentre era in carcere da innocente - ha proseguito il religioso -. Ora le preghiere sono state ascoltate: ringraziamo il Signore. Occorre dire grazie anche alle organizzazioni per i diritti umani che si sono interessate a questo caso e hanno alzato la loro voce per la giustizia".
 
La donna era stata arrestata nel 2009 dalla polizia nel suo villaggio di Ittanwali, nella provincia del Punjab, in seguito alla denuncia di altre donne di fede musulmana per blasfemia dopo un presunto reato contro il profeta Maometto durante una discussione. La legge sulla blasfemia del Pakistan è contestata anche a livello internazionale come strumento di pressione nei confronti delle minoranze non islamiche. Finora, a ogni modo, nessuna delle condanne a morte è stata emessa sulla base delle norme.
 
La notizia della sentenza è oggi l'apertura di alcuni dei principali mezzi di informazione di Islamabad. Secondo l'emittente Geo Tv, all'origine della decisione dei giudici la "mancanza di prove oltre ogni ragionevole dubbio".
 
Il caso di Bibi riguardava un litigio con alcune lavoratrici di un frutteto nel Punjab che l'avevano accusata di aver bevuto da un pozzo per lei proibito in quanto "infedele cristiana" e quindi "impura". Allora, Bibi avrebbe detto: "Credo nella mia religione e in Gesù Cristo, morto sulla croce per i peccati dell'umanità; cosa ha mai fatto il vostro profeta Maometto per salvare l'umanità?".
 
Intanto in Pakistan si attendono reazioni violente da parte dei gruppi fondamentalisti che hanno minacciato di morte i giudici e pretendono l'impiccagione per Asia Bibi. Se da un lato gli attivisti per i diritti umani e la comunità cristiana hanno accolto con favore il verdetto finale della Corte suprema, dall'altro la città di Islamabad è in stato di massima allerta. Oltre trecento poliziotti presidiano il palazzo della Corte Suprema e unità dell’esercito sono stanziate a difesa degli altri edifici istituzionali.
 
Khadim Hussain Rizvi, a capo del partito islamista Tehreek-e-Labbaik Pakistan, sta infatti organizzando una protesta nazionale contro l'assoluzione della donna. Le forze dell’ordine presidiano anche i più importanti luoghi di culto cristiani come le cattedrali.
 
Nel febbraio scorso papa Francesco aveva ricevuto in Vaticano la figlia Eisham e il marito di Asia Bibi, Ashiq, giunti a Roma ospiti di Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) insieme a Rebecca, una ragazza nigeriana cristiana, vittima di Boko Haram.
 
  
(tratto da www.avvenire.it)
  

 
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