E’ stata presentata [...], presso la Sala Stampa della Santa Sede, l’istruzione applicativa della Costituzione Apostolica “Vultum Dei Quaerere” sulla vita contemplativa femminile, pubblicata il 29 giugno 2016. “Cor Orans”, il cuore orante nella Chiesa e per la Chiesa ha lo scopo di rendere chiare le disposizioni delle due Costituzioni, Vultum Dei quarere e Sponsa Christi Ecclesia ( pubblicata da Pio XII nel 1950) leggendole in un’ottica unitaria. Una che abbraccia l'altra.
 
Gli Istituti interamente dediti alla contemplazione occupano sempre un posto eminente nel corpo mistico di Cristo, per questo la Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di Vita apostolica, ha redatto questa Istruzione Applicativa che in particolar modo riguarda il monastero autonomo, la federazione di monasteri, la separazione dal mondo e la formazione.
 
“Il titolo dell’Istruzione, Cor Orans, viene preso dalle parole del Santo Padre, Papa Francesco, alle contemplative nella Costituzione Apostolica Vultum Dei Quaerere – commenta monsignor José Rodríguez Carballo, Segretario della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, intervenuto presso la Sala Stampa Vaticana per la presentazione dell’istruzione - Il titolo sintetizza molto bene la vocazione e missione delle contemplative nella Chiesa.
 
In questo modo, oltre alle numerose note che si trovano di questa Costituitone nella presente Istruzione, già il titolo ci mette davanti alla continuità tra la Costituzione e l’Istruzione”. “L’Istruzione, come già prima la Costituzione – osserva ancora il segretario - riflette molto bene quanto le stesse monache hanno chiesto nelle risposte al questionario che alcuni anni fa era stato inviato a tutti i monasteri del mondo”.
 
Novità all’interno del documento riguarda soprattutto il primo capitolo: la soppressione del monastero. Un monastero di monache viene soppresso unicamente dalla Santa Sede una volta acquisito il parere del vescovo diocesano, e se pare opportuno, sentito il parere del presidente federale ( questa è la prima volta), dell’Assistente religioso e dell’Ordinario Religioso.
 
A proposito del numero delle monache componenti la comunità, il l’istruzione introduce una significativa novità: “Quando in un monastero autonomo le professe di voti solenni giungono al numero di cinque, la comunità di detto monastero perde il diritto all’elezione della propria superiora. In tal caso la Presidente federale è tenuta ad informare la Santa Sede in vista della nomina della Commissione ad hoc”.
 
“E’ questa una disposizione che sicuramente riguarda un consistente numero di monasteri, ai quali dunque verrà chiesta una presa di coscienza della propria realtà, in un dialogo con la Santa Sede e con le figure di riferimento previste dalla commissione”, osserva monsignor Carballo. Il secondo capitolo è dedicato alle “Federazioni dei monasteri”, “struttura di comunione” che si deve alla “Sponsa Christi”, la Costituzione Apostolica per la vita contemplativa femminile del 1950, precedente quella attuale.
 
In questi circa ormai 70 anni di vita, le federazioni hanno fatto un cammino che ha evidenziato, insieme ai tanti vantaggi e benefici per i monasteri, anche dei limiti e delle lacune a livello legislativo, che l’Istruzione si propone appunto di risolvere e colmare.
 
“Innanzi tutto l’Istruzione prevede come criterio di appartenenza ad una federazione non più solo quello geografico, ma l’“affinità di spirito e di tradizioni”, sebbene non debba essere trascurato neppure il criterio di vicinanza geografica – sottolinea monsignor Corballo - Inoltre, chiede che tutti i monasteri siano federati, aggiungendo però che un monastero, per ragioni speciali, oggettive e motivate, con il voto del capitolo conventuale può chiedere alla Santa Sede di essere dispensato da tale obbligo”.
 
Il capitolo terzo tratta un tema di particolare interesse per i monasteri di vita contemplativa oggi, quello della “Separazione dal mondo”. Interessante per i media è la parte che riguarda i mezzi di comunicazione, “in tutta la varietà in cui oggi si presenta”. “ Tali mezzi – raccomanda l’Istruzione – devono essere usati con sobrietà e discrezione, non solo riguardo ai contenuti ma anche alla quantità delle informazioni e al tipo di comunicazione”.
 
Il quarto ed ultimo capitolo riguarda “la formazione”. Ribaditi alcuni principi generali, primo fra tutti che “la formazione alla vita monastica contemplativa si fonda nell’incontro personale con il Signore” e “consiste soprattutto nell’identificazione con Cristo”, l’Istruzione passa a considerare le singole tappe della formazione, a partire dalla formazione permanente, considerata giustamente all’inizio perché “humus della formazione iniziale”.
 
“Nelle disposizioni finali – conclude il Segretario della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata - si ribadisce con forza ai monasteri che ancora non fossero federati di ottemperare entro un anno all’obbligo di entrare in un Federazione, a meno che non ne siano stati legittimamente dispensati. Questa insistenza è dovuta ai tanti problemi nati in questi anni dall’isolamento di alcuni monasteri, da una parte, e dall’importanza di camminare anche nella vita monastica verso un’ecclesiologia di comunione, dall’altra”.
 
 
Veronica Giacometti
 
(articolo tratto da www.acistampa.com)

 

 
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