In Madhya Pradesh esiste un ospedale cattolico che cura migliaia di persone povere tribali tutti i giorni senza fare discriminazione di sesso, razza o religione. Si tratta del Matha Maria Hospital [Ospedale “Madre Maria”, ndr], situato nella “cintura tribale” di Bundelkhand. Esso copre 46 villaggi del blocco di Rehli. Il centro è localizzato a circa 40 km dal distretto di Sagar e nell’area vivono solo due famiglie cristiane, su un totale di 1200. Questo però, afferma ad AsiaNews il direttore p. Thomas Philip, conosciuto come p. Biju, “non ci interessa. Noi serviamo tutta la popolazione”.
 
Il sacerdote è intervenuto per la Giornata mondiale del malato [...]. Afferma di essere molto ispirato da papa Francesco, che nel suo messaggio per questa ricorrenza “ha detto che le cure sanitarie sono un diritto di tutti, non un privilegio di pochi. Condivido la sua visione sulle cure mediche come parte della missione della Chiesa”.
 
L’ospedale, afferma p. Biju, “è fondato sull’esempio di Madre Teresa, che in India ha portato ad una trasformazione fisica e spirituale di tante persone. La struttura lavora con le comunità rurali, curando i malati e fornendo un servizio altruista, senza alcun ricavo economico. Le nostre attività sono rivolte al benessere olistico dell’umanità: fisico, cognitivo e spirituale”.
 
Secondo il direttore, la missione della struttura ospedaliera “è servire l’umanità sofferente su base volontaria e in modo particolare i poveri. L’area è abitata soprattutto da indù. Gli abitanti sono indigenti e analfabeti e l’80% di essi vive al di sotto della soglia di povertà”. Le condizioni sanitarie sono critiche “a causa della mancanza di strutture mediche e delle scarse condizioni igieniche, che favoriscono la trasmissione di malattie”.
 
“Il nostro lavoro – continua – si concentra in modo principale in favore delle donne e delle ragazze. La loro salute peggiora ogni giorno che passa, perché la maggior parte è impiegata nell’allevamento degli animali e nell’agricoltura. Lavorano senza pausa, persino nelle stagioni più rigide. Il personale tratta casi di tubercolosi, aborti spontanei, tifo e infezioni di vario tipo.
 
Abbiamo anche una dottoressa specializzata nel trattamento delle infezioni dei genitali femminili. Le suore che lavorano con noi servono le popolazioni rurali tutti i giorni, raggiungono i villaggi più remoti e diffondono il messaggio di amore attraverso il loro servizio”.
 
P. Biju è anche direttore del Manav Vikas Seva Sangh. Fondato 27 anni fa, è il braccio ufficiale della diocesi di Sagar e si occupa di migliorare le condizioni della società. L’associazione, conclude, “è presente in 286 villaggi e sviluppa vari progetti, quali: beni di sussistenza, sostegno alle donne, salute e igiene, educazione informale, buone governanti, agricoltura sostenibile, diritti dei bambini, gestione delle risorse naturali”.
 
Nirmala Carvalho 
 
 
(articolo tratto da www.asianews.it)
  

 
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