Il volontariato per la XXIV edizione del Premio Volontariato Internazionale FOCSIV 2017, di cui ReteSicomoro è media partner, si tinge di colore rosa, assegnando il Premio Volontario Internazionale, quello per il Giovane Volontario Europeo e il Volontario del Sud a tre donne, legate tutte quante a due continenti, l’Europa e l’Africa.
 
A pochi giorni dal 5 dicembre, Giornata Mondiale del Volontariato, FOCSIV – Volontari nel mondo consegna a Anna Dedola, project manager COPE Iringa – Tanzania, il Premio Volontario Internazionale, a Khadija Tirha, volontaria in servizio civile per LVIA Italia in Piemonte, il Premio Giovane Volontario Europeo e a Alganesc Fessaha, presidente di Gandhi Charity candidata dal Centro Missionario di Trento, il Premio Volontario del Sud.
 
Tre donne con radici culturali diverse alle spalle, che pongono al centro del proprio impegno quotidiano la persona, come portatore di necessità, cultura, speranza, diritti e la costruzione di ponti per il dialogo tra i popoli e per un futuro di pace. Tre interventi in Tanzania, in Italia e in alcuni paesi africani per la dignità, per i diritti umani, per lo sviluppo umano come sistema di crescita per le comunità ed i Paesi.
 
La cura e il diritto, fin dall’infanzia, a ricevere affetto ed un futuro sostenibile è il fulcro dell’impegno di Anna Dedola ad Iringa, in una delle regioni più povere e colpite dalla piaga dell’HIV di tutta la Tanzania, per i bambini orfani del Centro Sisi Ni Kesho dove sono accolti, nei primi anni della loro vita, e per i quali si garantisce una vita il più possibile sana e la possibilità di ricongiungersi con le famiglie di origine o di andare in dozione.
 
L’integrazione e l’inclusione come mezzi per costruire ponti tra le persone: questa la certezza che sostiene Khadija Tirha, cittadina attiva impegnata in Italia a realizzare una società coesa capace del rispetto reciproco e di una pacifica convivenza sociale tra culture e confessioni diverse.
 
La dignità degli uomini, il loro diritto a una vita degna, la liberazione di uomini e donne, colpevoli solo di aver voluto cercare un futuro in altri luoghi lontani da quelli di origine, è la scelta di vita compiuta da Alganesc Fessaha, da anni impegnata nel sostenere i profughi e i rifugiati salvandoli da un destino che li condurrebbe alla morte e nel far conoscere il dramma vissuto da queste migliaia di persone in fuga.
 
A questi riconoscimenti si affiancano le Menzioni speciali, consegnate nelle mani del sindaco di Catania, Enzo Bianco, come riconoscimento per il grande valore della solidarietà dimostrata dalla cittadinanza catanese verso i tanti migranti arrivati nel loro porto dal mare; a John Mpaliza, camminatore di pace, impegnato nel ricordare il dramma vissuto dalla povera popolazione della sua ricca terra di origine, la Repubblica Democratica del Congo; ad Alessandro Nottegar, fondatore della Comunità Regina Pacis a Verona.
 
“La vittoria di tre donne al Premio del Volontariato Internazionale sottolinea, ai miei occhi e a tanti di noi che da anni sono impegnati nel volontariato in Italia ed all’estero, come questo, nella maggioranza dei casi, sia un impegno, quando vissuto soprattutto in prima persona, al femminile. Tre età della vita, terre di origine lontane tra loro, culture diverse, ma un unico comun denominatore come scelta personale di un’intera esistenza: il garantire e tutelare il diritto alla dignità di esseri umani per tutti", ha dichiarato Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV.
 
"È questo il valore profondo del volontariato che si adopera per l’altro, che si impegna nella crescita dei paesi di origine, che crede nei diritti umani, applicandoli ogni giorno in ciò che realizza. Sono i volontari le risorse preziose per la crescita culturale e sociale dei propri paesi, ma, soprattutto, sono portatori di un patrimonio di esperienze, valori e competenze capaci di generare un processo propositivo di inclusione ed integrazione nelle proprie comunità per il bene comune”.
  

 
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