Si intitola “Un affare di tutti: sviluppare un'economia inclusiva e sostenibile” il nuovo rapporto della Commissione “Giustizia e pace” dei Vescovi cattolici australiani (Australian Catholic Social Justice Coulcil, ACSJC) che costituisce il leit-motiv della riflessione per l'anno 2017-18. Partendo da un passo del Vangelo di Matteo (Mt 20, 1-16), i Vescovi si dicono preoccupati per la crescente disuguaglianza e soprattutto per la situazione dei più vulnerabili.
 
Il testo chiede il ritorno a una maggiore “inclusività”e auspica “un nuovo approccio”, capace di costruire un sistema economico che porti beneficio e benessere a tutti, non solo alle élite ricche. I Vescovi indicano alcuni criteri fondamentali per far sì che il sistema economico sia maggiormente inclusivo: si parte dal considerare le persone e la natura non solo “semplici strumenti di produzione”, passando all’urgenza di prendere coscienza che “la crescita economica da sola non può garantire uno sviluppo globale e sostenibile”.
 
Nel cuore delle dinamiche economiche, si rileva, deve albergare “il principio dell’equità sociale”, mentre “le imprese devono beneficiare di tutta la società, non solo gli azionisti”. Inoltre bisogna prendere a cuore, nel processo delle decisioni politiche, fenomeni come “l’esclusione e la vulnerabilità”. In tutto questo, non manca il riferimento alla natura, tramite l’urgenza di sensibilizzare e accrescere la consapevolezza sulla necessità di pratiche ecnomiche e produttive sostenibili.

Carol Mitchell, responsabile dell’Ufficio "Giustizia, ecologia e sviluppo" nell’ACSJC, che ha contribuito a elaborare il rapporto, ha dichiarato: “Questa riflessione giunge in un momento critico in cui l'Australia, dopo aver sperimentato una crescita economica ininterrotta da più di 25 anni, si accorge che quasi tre milioni di australiani, tra i quali 730.000 bambini, vivono in povertà. Come persone di fede, siamo persone di speranza e siamo anche chiamati ad essere persone di azione”.

“Il razionalismo economico che abbiamo seguito negli ultimi 40 anni ha eroso questi ideali e ha creato un'economia altamente individualizzata che favorisce quanti hanno disponibilità di risorse e di influenza politica. Il neoliberismo ha promosso una profonda disuguaglianza. Dovrebbero essere prese in considerazione misure come l'estensione delle pensioni per sostenere le vedove e i disoccupati, nonché lo sviluppo di misure fiscali secondo il criterio progressivo”, nota un commento di "Social Policy Connection", forum dei Redentoristi australiani, ricordando gli allarmanti fenomeni sociali come occupazione poco retribuita e insicura, e un numero sempre maggiore di senzatetto e di aborigeni sulla soglia della povertà.

Il testo dei Vescovi sfida tutti gli australiani, a partire dai leader politici fino a tutti i cittadini, a ritrovare quella “sensibilità egalitaria” che ispiri politiche di giustizia sociale e permetta di superare l’esclusione sociale. Il testo, lanciato e diffuso nell’ultima domenica di settembre (chiamata in Australia la "Giornata della giustizia sociale") è stato dato da leggere e studiare a tutte le diocesi e comunità, per avviare un percorso di confronto e dibattito che si spera si riveli fecondo di proposte e progetti.
 
 
(articolo tratto da www.fides.org)
  

 
Salva Segnala Stampa Esci Home