Tornare a educare va inteso nel senso di privilegiare, come momento di sintesi di tutta l’attività scolastica, la formazione alla cittadinanza. Questo significa inquadrare tutta l’attività del versante cognitivo verso comportamenti, azioni, stili di vita fondati su diritti e doveri, che sono la vera libertà.
 
Dalla scuola per l’infanzia alla secondaria superiore, la prospettiva formativa non può che esser questa, veicolata tramite: affermazione dei valori etici democratici; esempio da parte dei docenti; armonizzazione delle finalità educative con le famiglie (cosa oggi molto più complessa che non nel passato... ci vorrebbero scuole per i genitori); regole di comportamento semplici e chiare da far applicare con fermezza; azioni concrete da porre in atto da parte della comunità scolastica per la cittadinanza, a cominciare da quelle per la custodia del Creato.
 
L’errore di questi ultimi anni è stato indubbiamente quello del permissivismo, che ha fatto paio con il consumismo. Non si cada però nell’errore opposto che è quello della repressione autoritaristica. La sintesi a priori in educazione è quella dell’accettazione, per la quale ogni individuo ha diritto a svilupparsi come persona, armonicamente collocata nel Creato, sinolo inscindibile di società umana e ambiente naturale.
 
 
Roberto Leoni
Presidente della Fondazione Sorella Natura
 

 
Salva Segnala Stampa Esci Home